Rosario di san Vito

Il Rosario di San Vito viene cantato nei giorni della festa per mezzo di una comune corona del Santo Rosario. Sembra che il Rosario sia stato composto nella prima metà del Novecento, dall’allora parroco di San Vito don Giuseppe Amormino, il quale è stato abile ed elegante autore di molte poesie e laude sacre in versi. Il testo è composto da due quartine di ottonari, una ripetuta dieci volte (ai grani piccoli in rima baciata) e una cantata al termine di questa ripetizione, secondo il classico schema della preghiera del Rosario (dieci Ave-un Gloria). La strofa sottolinea l’atteggiamento supplicante con cui i fedeli si auspicano che il loro canto giunga al Santo e gli chiedono, in quanto loro protettore, di pregare presso il Signore per il popolo che devotamente lo invoca. Il testo vuole esaltare la nascita del santo, descrivendo poeticamente il contesto in cui essa avvenne. Secondo la tradizione Vito nacque da Bianca, donna di fede cristiana ma in un ambiente familiare e sociale pagano (patria gentile) da cui egli sboccia come un magnifico fiore in aprile. È doveroso sottolineare che la strofa che si eseguiva per ogni decina, ormai da alcuni decenni sostituita dal Gloria al Padre, era stata completamente dimenticata, ma oggi recuperata grazie alla memoria di custodi zelanti dei canti tradizionali.

Testo e musica: Giuseppe Amormino

Trascrizione: Salvatore Musumeci

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