Inno a san Vito

Il culto e la storia di San Vito a Regalbuto, in provincia di Enna, iniziano nel febbraio del 1540, data in cui arrivarono in città le preziose reliquie del santo martire, sostituendo Maria SS. del Soccorso come patrono principale. Le reliquie di San Vito custodite in una cassetta d’argento in stile manieristico. Custodisce i reliquiari in argento (cranio, piede e braccio) realizzati da importanti argentieri di Catania e Messina. La Cappella di San Vito: Edificata nel quartiere Tribona nel 1547 presso l’antico ingresso sud del paese per commemorare l’accoglienza delle reliquie. La festa patronale si tiene ad agosto con una solenne processione che porta il reliquiario e le effigi dei santi Modesto e Crescenzia lungo le vie cittadine.

L’Inno a San Vito locale, spesso intonato durante le solenni festività, si sviluppa attraverso strofe che ne celebrano la vita, il martirio e il patrocinio. Il grido tradizionale e l’invocazione corale che accompagnano la festa di San Vito a Regalbuto: Un solista intona la prima parte  “E gridamu, e gridamu cu cori cuntritu” e la folla risponde a gran voce “Viva Diu e Santu Vitu!”. Un ritornello urlato dai devoti durante la storica Processione dell’Alloro ed anche durante tutta la festa.

Testo: Mons. Salvatore Piemonte

Musica: Daniele Spezzi

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