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S. Stefano del sole, Avellino

Un altro tassello importante per conoscere meglio la nostra Italia e meravigliarcene, ogni volta di più. Non mi soffermerò nei dettagli, riporterò ciò che per me ha caratterizzato questo viaggio, con aspetti geografici e storici differenti dai viaggi precedenti ma con una costante che li accomuna tutti: la bellezza di ritrovarsi e stare insieme.

Fin dal primo giorno mi ha incuriosita e sorpresa… la vegetazione! Dal balcone della camera dell’Hotel Serino, situato a metà collina, ho scoperto nel vicino bosco di castagni, numerose piante di vischio. Pianta sacra per gli antichi Celti, ho sempre creduto che crescesse solo nelle zone a nord, più fredde. E poi, le distese gialle di ginestre sui fianchi delle strade, percorse in pullman: la ginestra, resa famosa dal Canto di Leopardi, fiore del deserto, che cresce “su l’arida schiena del formidabil monte sterminator Vesevo”. Vischio e ginestra, uno accanto all’altra, chi l’avrebbe mai detto!

Viaggiando verso Benevento, grazie alla versatilità di Antonio, nostro singolare autista, abbiamo fatto un tuffo nel passato, qualche secolo prima di Cristo, quando questo territorio era abitato dai Sanniti e Roma cercava di espandersi. Le guerre sannitiche, l’episodio delle “forche caudine” e l’umiliazione terribile inflitta dai Sanniti agli orgogliosi Romani, Pirro e la sua sconfitta ad opera di Roma presso Maleventum, mutata poi in Beneventum… Affascinante!

A Benevento ci attendeva Achille, nipote di Gigi e di Lucia; ci ha accompagnati nella visita della città, ricca di storia e di monumenti, testimoni silenziosi del suo passato. Tra i molti, cito l’Arco di Traiano e la Chiesa di S. Sofia, gioiello dell’architettura longobarda e patrimonio dell’Unesco. Curiosità: il famoso Liquore Strega è nato qui, nel 1860, grazie a G. Alberti e, nel 1947, un suo discendente ha finanziato e dato inizio a uno dei più prestigiosi premi letterari italiani: il Premio Strega.

Sapere che Montefusco rientrava tra i paesi che avremmo visitato è stato per me un grande piacere perchè è il paese natìo di un caro amico, mancato pochi anni or sono: Gigi Scaramuzzi. Da lassù il panorama sulla valle del Sannio e sulle cime appenniniche del confinante Molise, è mozzafiato. Per molti secoli capoluogo del Principato Ultra (situato a nord del M. Picentini) del Regno di Napoli prima e delle Due Sicilie poi, Montefusco è ricco anch’esso di storia e di tesori, buona parte dei quali in attesa di essere valorizzati. Di forte impatto il Carcere Borbonico, tristemente famoso, conosciuto come lo Spielberg di Montefusco, dove furono rinchiusi e torturati anche molti prigionieri politici, rivoluzionari e partecipanti ai moti del 1848. Grazie ad Achille, abbiamo gustato piatti tipici della tradizione irpina: una delizia per il palato! Serviti in abbondanza e in un clima di cordialità e allegria.

S. Lucia del Serino, dove si trova la casa paterna di Giuseppe Moscati, il “dottore santo”; qui egli trascorse una buona parte della sua vita. Per coloro che “sanno ascoltare”, questo luogo parla ancora di lui e trasmette pace.

Quale accoglienza a S. Stefano del sole! Abbiamo rivisto e salutato, a distanza di un anno, tante persone dei Paesi di San Vito, giunti da ogni parte d’Italia con i gonfaloni e i prodotti della loro terra. Ai momenti solenni trascorsi in chiesa, in omaggio a san Vito, si sono alternati incontri conviviali, all’aperto, scanditi dalla danza al suono di antiche melodie medievali, da passeggiate tra le bancarelle con prelibatezze del sud, centro e nord Italia, e da interminabili e rilassanti chiacchierate tra amici, comodamente seduti ai tavoli predisposti per noi, in uno scenario da favola.

Domenica 28, al termine del meeting, ci siamo ancora regalati una giornata e mezza di vacanza e di piacevoli scoperte: Vietri e Montevergine, mare e montagna, folla di turisti per le viuzze della costiera strabordanti di negozietti con coloratissime ceramiche e la silenziosa solitaria vastità del complesso del santuario di Montevergine, raggiunto con la funicolare. Tra le bellezze artistiche del museo all’interno dell’Abbazia, un accenno soltanto alla mostra permanente del presepe. Anche qui un tuffo nel passato, un passato più vicino a noi, nell’atmosfera unica del Natale, ricca di fede ma anche di poesia, che risveglia ricordi d’infanzia. Meraviglia per gli occhi, carezza per il cuore. E desiderio di tornare.

Costanza Geremia, Nole

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